Dalle immagini raccolte emerge un’idea di spazio urbano che si modula come sistema di una geografia variabile nella quale si concretizza il superamento della comune descrizione morfologica della città. La scelta di una prospettiva diacronica ha permesso di identificare tre momenti chiave nella storia delle trasformazioni urbane della Bologna nel corso del secolo scorso: la città agricola e commerciale della prima metà del Novecento, che si espande oltre la cinta muraria medievale e conserva i suoi caratteri di fondo fino all’indomani della Seconda guerra mondiale (La città oltre le mura); la città del boom economico che si allarga oltre i confini amministrativi comunali e raggiunge una dimensione “metropolitana” grazie a un’espansione produttiva legata al manifatturiero (L’area metropolitana); infine la città postfordista, dove il territorio urbano è marcato dalla progressiva scomparsa degli spazi un tempo caratterizzati dalla produzione manifatturiera e viene ri-significato a partire da usi differenti e soggettività nuove (Vuoti e pieni).