Vuoti e pieni: anni '70 - 2000

Le radici del presente
 

Negli anni Ottanta e Novanta Bologna conosce un processo di deindustrializzazione e si modifica quella struttura economica che sulla piccola fabbrica aveva costruito parte della sua identità dal dopoguerra in poi. Come nel più classico scenario dell’economia post-fordista si sostanzia un processo di riconfigurazione urbana nel quale si creano i “vuoti” di una realtà industriale ormai tramontata. È questo il motivo per cui in questo scenario non si muovono persone, ma si sostanziano le architetture di un presente ancora in piena trasformazione.

In molti casi questi spazi sono immediatamente trasformati e si crea il contesto per altre produzioni e finalità, prime fra tutte quelle del terziario emergente o del residenziale. In altri casi si creano aree abbandonate nelle quali non è raro osservare situazioni di degrado urbano e sociale.

La città cambia e con lei i suoi abitanti: la composizione lavorativa nell’area metropolitana passa dall’industria manifatturiera ai servizi. Si trasformano la vita quotidiana e le abitudini di consumo e si modifica anche la distribuzione della popolazione sul territorio della provincia. Dai primi anni Settanta agli inizi del Duemila quasi un residente su quattro lascia Bologna a favore di un’area metropolitana in sensibile crescita. Alle trasformazioni strutturali corrispondono usi nuovi dello spazio urbano, sfide inattese cui la città dimostra di voler rispondere.

Cambiano e si modificano molto velocemente i criteri con cui si pensa l’intervento urbanistico: è lentamente abbandonata l’idea di una pianificazione onnicomprensiva a favore di interventi parcellizzati, “per progetti”. Bologna si muove sempre più in un quadro di scenari politici ed economici globali mutevoli, che s’intersecano con importanti discontinuità politiche a livello locale.

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Edifici testimoni di attività scomparse vengono riutilizzati in chiave moderna e importanti interventi di riqualificazione riportano nuova luce su intere aree, favorendo in questo modo un allargamento del centro urbano attraverso la ricucitura con le sue periferie.

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